domenica 7 luglio 2013

Benvenuti nel Paese dei "farlocchi"...


Cultura "svenduta" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/06/beni-culturali-sempre-piu-privati-sfilate-agli-uffizi-della-valle-punta-al-colosseo/648221/), cure mediche a quanto pare frutto di invenzioni da piccolo chimico (http://news.you-ng.it/2013/07/06/il-metodo-stamina-e-una-truffa-parlano-le-vittime-di-vannoni/), politici ridotti continuamente sul lastrico, a causa questa volta di "rimborsi spese del c...o" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/06/riforme-donofrio-noi-saggi-pensiamo-e-prendiamo-solo-rimborso-del-cazzo/647327/), per non parlare di un lavoro dato ormai per disperso.

Bisogna subito dire che, da questo quadro esiguo ma significativo della situazione, ne esce fuori un disegno del Paese multiforme: cioè, riusciamo a farci notare negativamente in tutti i campi. Ma allora, se questo è il contesto, da dove si dovrà ripartire? Quale sarà la forza motrice che consentirà allo Stato italiano di rialzarsi da questo baratro interminabile?

Il lavoro non c'è, i giovani scappano all'estero, la cultura è barattata, la politica si arricchisce piangendo fame ecc. ecc. 
Fortunatamente non esiste solo questo in questo Paese, ma ciò che di buono è rimasto sta per essere risucchiato in questo vortice di crisi, ignoranza e incompetenza. Allora, si potrebbe rispondere alle domande precedenti, prendendo spunto da ciò che sta succedendo in questi giorni in Egitto o ciò che è successo in Brasile, durante la Confederations Cup: scendere nelle piazze, nelle strade, entrare nei palazzi del potere e debellare il cancro della nostra società, l'attuale classe politica.

Non vuol essere retorica, mera banalità o lezione di "addestramento delle masse", ma è l'unico modo per provare una ripartenza. Ma "l'Italia è un paese di m...a": ah, è vero non è possibile più dirlo! Ci è stato vietato anche questo. Allora, dirò che l'Italia è proprio un Paese di "farlocchi"...

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