L'Italia è un Paese in crisi (in netta crisi), che sta affrontando un periodo di recessione totale con effetti negativi su tutti i fronti, primi fra tutti l'economia e il lavoro.
Il tasso di disoccupazione registrato ultimamente dall'Istat è uno fra i più alti in Europa, soprattutto la percentuale di inoccupati fra i giovani: difatti, gli ultimi dati hanno fatto registrare un aumento vertiginoso di giovani italiani senza lavoro, arrivando nel 2012 a toccare quota 40% e nel primo trimestre 2013 quasi il 13% (fatto che non succedeva da più di trent'anni).
Ma il titolo recita "paradosso" e "contraddizione", due termini che descrivono la situazione presentata su un articolo comparso in rete questa stamattina, sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/paradosso-disoccupazione-cerchiamo-stagionali-per-il-parco-giochi-piovono-rinunce-no635812) e già proposto su questo blog.
Difatti, nell'articolo si parla della situazione particolare di Miragica, parco divertimenti sito a Molfetta (Puglia), alla continua ricerca di personale per questo periodo molto pieno dal punto di vista delle presenze dei visitatori e dei relativi servizi da offrire, ma che incredibilmente si ritrova con ragazzi che rifiutano tali proposte per "godersi" le vacanze estive e non solo.
L'amm. del. del parco divertimenti Miragica e di Rainbow Magicland (Roma - Valmontone), Stefano Cigarini, ha detto questo: "Fatichiamo a capire come, in un momento così grave di disoccupazione giovanile, sia difficile trovare ragazzi disposti a lavorare sacrificando le vacanze estive o i festivi, che sono i giorni più importanti per un parco divertimenti... la nostra società ha accumulato una data-base di quasi 30mila curriculum, principalmente di ragazzi e ragazze sotto i 26 anni di età, che rappresentano circa l’80% del totale degli addetti impiegati nei parchi. Dal curriculum al colloquio c’è una prima selezione importante perché i candidati devono avere qualche requisito minimo per potere lavorare con il pubblico, anche se selezioniamo spesso ragazzi alla prima esperienza... Ci sono state moltissime rinunce, e la cosa ci ha stupito non poco. Chi perché non voleva lavorare il weekend, chi per non rinunciare all’uscita con la fidanzata del sabato sera, chi per non sacrificare l’estate o ferragosto".
Apostrofati come "fannulloni" e come "bamboccioni", avvertiti della inutilità di un titolo accademico/universitario, scartati perché "senza esperienza" e mancanti dei requisiti minimi, con il miraggio di uno stipendio fisso ecc.ecc., non è che di contro i giovani del Bel Paese smentiscano queste accezioni, spiccando per sacrificio e volontà. Certo, non si deve fare di tutta l'erba un fascio, ma tali denunce non confortano affatto. I vecchi mestieri, quelli di una volta, stanno mestamente scomparendo perché non si è verificato il ricambio generazionale auspicato, con la gente in là con gli anni ancora a rimboccarsi le maniche già dalle prime ore del mattino; al contrario i ragazzi, dai 18 anni in su, abdicano in favore di altri più masochisti e audaci.
Forse, con più "operai" e meno "narcisi" in circolazione quei termini non sarebbero più da utilizzare e si potrebbe ripartire; ma queste ultime generazioni sono troppo troniste per sporcarsi le mani...

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