sabato 20 luglio 2013

Non ci resta altro che... morire.


Oggi, 20 luglio 2013, bisogna registrare l'ennesimo caso di malasanità. Così come riportato da un articolo pubblicato dall'Agi sul proprio sito (http://www.agi.it/cronaca/notizie/201307201511-cro-rt10089-aria_in_vena_donna_muore_in_ospedale_a_genova) e già riportato su questo blog, ieri una donna di 53anni è morta a Genova, durante un intervento chirurgico, a causa del malfunzionamento di un macchinario.
Tale strumento era in funzione durante l'intervento, quando il macchinario ha cominciato improvvisamente ad iniettare aria al posto del sangue nella vena alla povera paziente, lasciandola esanime dopo pochi istanti. Cartella clinica e macchinario guasto sono stati posti sotto sequestro dalle Forze dell'Ordine e la Procura ha aperto immediatamente un fascicolo, ipotizzando il reato di omicidio colposo a carico di ignoti.
La direzione sanitaria del nosocomio ligure, l'osp. San Martino di Genova, ha emanato questo comunicato: 
"In data 19/07/2013, alle ore 21 si e' verificato presso il blocco operatorio cardiochirurgico dell'IRCCS San Martino Ist il decesso di una paziente di 53 anni nel corso di un complesso intervento cardiochirurgico. Durante l'intervento sono stati utilizzati apparecchiature e impianti complessi e gli stessi a scopo precauzionale sono oggetto di verifica".
Inoltre, la direzione sanitaria ha aggiunto: "Il blocco operatorio cardiochirurgico e' dotato di altre sale e altre attrezzature con le stesse caratteristiche che consentono di eseguire e supportare in sicurezza il prosieguo dell'attivita' operatoria".
A quanto pare, momentaneamente (ma è doveroso usare il condizionale) pare scongiurato l'errore "umano" direttamente sulla paziente; ovviamente, non si può escludere quello "indiretto", dovuto magari alla poca manutenzione effettuata sul macchinario nel corso degli anni. Una cosa, chiaramente, salta a galla da notizie simili: ormai, non è più possibile godere in questo Paese del diritto alla sanità, una sanità efficiente - scrupolosa - puntuale, dando sempre maggior ragione a chi sostiene che la sanità pubblica, in barba a continui tagli e ridimensionamenti, non possa far altro che vedersi spodestata da quella privata, dietro ad lauto compenso economico inaccessibile a tanti (anche se, per onor di cronaca, pure i privati non sono da meno in quanto a errori di questo genere) o rivolgendosi a strutture sanitarie estere, all'avanguardia rispetto a tante strutture ospedaliere italiane antiche ed arretrate quanto dei reperti archeologici. Per quale motivo non è concesso anche al popolo italiano il diritto a potersi curare, nel migliore modo possibile? Forse, girano pochi soldi e A.S.L. che dichiarano buchi di bilancio da "default" nazionale, operatori socio-sanitari mal pagati o, alla peggio, licenziati in tronco, riducendo ai minimi termini il personale in servizio, possono essere di fatto le cause primarie di questa dilagante sciatteria medico - sanitaria.
Aria in vena, garze nello stomaco, tonsille asportate senza alcuna ragione, diagnosi sbagliate ecc.: dopo tutto questo, non ci resta altro che... morire.

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