Tra le tante iniziative balorde e senza senso che vengono portate avanti dalle Pubbliche Amministrazioni italiane (sempre più con l'acqua alla gola per spese folli in voci di bilancio assurde, a fronte di disservizi di varia natura e innalzamento perenne delle tasse per i cittadini), bisogna segnalarne una che si distingue, al contrario, per una giusta causa e che riutilizza dei fondi destinati ad altro, certamente di minore importanza nel periodo storico in cui viviamo.
Mi riferisco alla scelta effettuata dal Comune di Bisceglie, in Puglia, che ha deciso di annullare il concerto di Malika Ayane (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/spettacoli/2013/12-agosto-2013/annullato-concerto-malika-ayane-comune-finanzia-social-card-2222588318652.shtml?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook), in programma il 13 agosto nell'anfiteatro del Mediterraneo, per finanziare in maniera più corposa la "social card", istituita dal Decreto Lavoro 2013 del Governo Letta e rivolta alle fasce meno abbienti della popolazione.
Questo è il comunicato diramato da Palazzo di Città: "A seguito dell’annullamento da parte dell’agenzia che lo aveva proposto, l’amministrazione comunale – si legge in un comunicato - rende noto che contributo di 20 mila euro previsto per la realizzazione del concerto e le eventuali penali a carico dell'agenzia saranno destinati per aumentare la cifra disponibile per finanziare la social card a favore delle fasce meno abbienti. Restano al momento confermati – conclude la nota - tutti gli altri eventi dell'estate biscegliese che saranno tutti gratuiti".
Finalmente un'iniziativa degna di nota, che si rivolge a chi ha più bisogno in questo momento difficile del nostro Paese e che, soprattutto, opera una scelta coraggiosa e in controtendenza rispetto a come si opera normalmente; questi circa 20mila euro daranno un pò di ossigeno a chi, al momento, ne ha molto poco.
Ma ciò dovrebbe essere solamente l'apripista ad una serie di cambiamenti radicali da applicare nelle scelte che le Pubbliche Amministrazioni, quotidianamente, espletano nei periodi di esercizio e che mettono a bilancio con un minimo di sei zeri (non stupiamoci se poi falliscono).
Ad esempio, anche i parlamentari potrebbero abbassarsi drasticamente il loro stipendio e ridurre al minimo i benefit che percepiscono ogni mese, così da garantirli (magari gratuitamente) a chi non può permetterseli... Ah già, è vero, questo non è possibile: altrimenti, l'on. Razzi (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/08/08/pdl-razzi-corea-del-nord-e-come-svizzera-gente-precisa-e-strade-pulite/241997/) come potrebbe pagarsi un viaggio in Corea solo per constatare l'apprezzamento asiatico verso il calcio italiano?

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